Green Dive Italy

Attrezzature

Gio Sim
SML Sub

Supporto formativo-didattico-scientifico

Blu del Mare

Il progetto si compone di diverse attività legate al mondo marino ed è suddiviso nei seguenti rami:

  • Censimento marino. Viene realizzato nel corso di immersioni sportive, con la collaborazione di subacquei (ricreativi e tecnici), strutture e Centri Diving che hanno aderito al progetto;
  • Acquisizione dei parametri ambientali (temperatura, salinità, ecc) con censimento della componente trofica di colonizzazione naturale di aree geografiche del territorio nazionale.

Tra i partner dell’iniziativa vi sono la Federazione Italiana Pesca e Attività Subacquee (F.I.P.S.A.S.), il Centro Ricerche Marine che offre la propria supervisione scientifica e al quale sono destinati i dati raccolti.

Una prima fase di “Green Dive Italy” è già stata realizzata in via sperimentale con una giornata sperimentale di censimento marino presso l’Isola d’Elba e più precisamente la costa di Sant’Andrea (Marciana).

Le attività riguardano l’estensione del progetto di censimento marino e l’attivazione di vari punti di monitoraggio delle condizioni fisico / biologiche che si compongono delle seguenti fasi:

  1. Posa di substrati di colonizzazione;
  2. Messa in opera di un sistema di sensori per il monitoraggio dei parametri fisico-ambientali;
  3. Analisi periodica della componente biologica di colonizzazione dei substrati.

Il progetto, per come è stato strutturato, è da considerare ad impatto ambientale zero, con ciò intendendo che prevede la rimozione dei substrati di colonizzazione al termine del periodo di analisi (circa 6-8 mesi), ma, spinti da vari stake holder, stiamo valutando la possibilità di lasciare parte di essi quali barriere artificiali sommerse. Ovviamente la creazione di barriere sommerse deve trovare il benestare di tutti gli Enti coinvolti. La creazione delle c.d. barriere artificiali sommerse ha rilevante interesse scientifico, posto che la loro presenza permette di “attrarre” specie ittiche dalle aree circostanti grazie al fenomeno del “tigmotattismo” (ampiamente descritto nella bibliografia scientifica). La colonizzazione da parte di macroalghe e di animali sessili delle pareti delle barriere di recente installazione è stato ampiamente studiato in siti marini di un po’ tutto il mondo, evidenziando come le prime specie pioniere siano sostituite da altre per giungere ad aggregati floristici e faunistici che sono discretamente simili a quelli presenti su substrati duri naturali.

Ulteriore punto di forza del progetto è dato dal fatto che ogni calata di strutture porta con sè l'installazione di sensoristica che consenta di monitorare costantemente le variazioni dei principali parametri ambientali: ossigeno, temperatura, ph, illuminazione, ecc. Le casse, che fungeranno da substrato differenziato per la colonizzazione, saranno inoltre dotate di sistemi di intercettazione del flocculato in sospensione e della sostanza organica.

L’analisi simultanea della successione di colonizzazione, ed il monitoraggio dei diversi parametri ambientali (in continuo), consentirà di rilevare con precisione, anche se in limitate zone di fondale, eventuali anomalie chimico-fisiche (ci si aspetta una lettura particolarmente dettagliata della variazione della temperatura) ed eventuali presenze di flora o fauna aliena.

In parallelo, verrà attivata una campagna di censimento della fauna marina, effettuata da subacquei ricreativi e tecnici che, nel corso delle normali immersioni sportive, compileranno i questionari messi loro a disposizione e potranno partecipare al progetto come veri e propri ricercatori.

I dati ottenuti saranno elaborati e resi disponibili per il Centro di Ricerche Marine. L’avanzamento del progetto ed i risultati ottenuti saranno resi disponibili agli Enti interessati attraverso la piattaforma COM’ON DIVE.

L'analisi dei dati consentirà di valutare la potenza trofica del tratto di mare monitorato e permetterà ad H7-25 di reportare con dettaglio la condizione ecologica e chimico-fisica, attraverso un nuovo metodo di monitoraggio ambientale realizzato grazie alla creazione di un volano economico innovativo. Tale progetto rientra nella c.d “BLUE ECONOMY” specificamente promossa dalla Comunità Europea.